I Database sono fondamentali per poter utilizzare al meglio i Big Data

Molti dei servizi che utilizziamo oggi sono possibili grazie ai database. Scopriamone di più 

Al giorno d’oggi i database sono utilizzati ovunque, sia per l’uso quotidiano sia in ambito lavorativo. Basti pensare all’uso del cloud per l’archiviazione dei files personali, oppure all’uso di applicazioni per organizzare impegni personali o per consultare le previsioni meteo… 

I database sono diventati parte integrante in ogni tipo di lavoro, sia a livello più complesso (come può essere la gestione di informazioni aziendali) sia ad un livello più semplice (ad esempio la gestione di dati domestici o personali). 

Proprio a causa di questa crescente importanza lo studio e l’analisi dei Database avviene nel nostro corso di Big Data e costituisce un argomento molto importante. Con questo articolo forniremo alcune informazioni generali per poter comprendere meglio cosa siano i Database.  

Cosa intendiamo per dati in ambito informatico?

In informatica quando parliamo di “dati” indichiamo delle sequenze di simboli che acquistano un significato ricorrendo a degli atti specifici di interpretazione.

I dati possiedono tre caratteristiche principali: il nome, il valore ed il formato, ed è possibile sia elaborarli che archiviarli. L’elaborazione dei dati consente lo svolgimento di operazioni logico-matematiche così da ottenere delle informazioni, mentre l’archiviazione dei dati permette la conservazione di questi ultimi permanentemente.

Database, argomento fondamentale per comprendere Big Data

Input e output

Nel processo di elaborazione i dati vengono distinti in dati di input e dati di output: i primi sono i dati che entrano nel processo, rappresentando così le risorse che vengono impiegate nelle operazioni necessarie all’elaborazione, i secondi sono invece i dati che escono dal processo, costituendo il prodotto finale dell’elaborazione.

La differenza tra dati e informazioni

I dati e le informazioni non rappresentano la medesima cosa. Un dato è una rappresentazione oggettiva, descrittiva ed identificabile della realtà. Non possiede pertanto alcuna componente interpretativa. L’informazione, al contrario, è la visione della realtà che ne deriva elaborando ed interpretando i dati. Per comprendere meglio questa differenza, prendiamo come esempio l’emissione di una fattura: il numero di una fattura, l’importo o la data di emissione rappresentano i dati (questo perché sono valori oggettivi). L’analisi dei dati della fattura ci fornisce le informazioni, permettendoci di comprendere se la fattura è scaduta oppure no, se è stata accettata o rifiutata e così via.

Cos’è un database?

Con il termine database (talvolta abbreviato in “db”, traducibile in italiano base di dati o banca dati) in informatica intendiamo un insieme di dati memorizzati in un elaboratore che può, pertanto, essere interrogato. Per somiglianza, possiamo affermare che un database è di fatto come una sorta di formato digitale di un archivio o di uno schedario, con il grande vantaggio che consente una maggiore efficienza nel trattamento e nel reperimento dei dati.

L’accesso ai dati è solitamente possibile grazie ad un Database System Management (spesso abbreviato in DBSM), un software che permette agli utenti di interagire con uno o più database e provvede all’accesso dei dati ivi contenuti.

Le dimensioni, le capacità e le funzionalità dei database e dei DBSM, come vedremo in un prossimo articolo, si sono sviluppate ed evolute nel corso del tempo di pari passo all’informatica. La crescita delle prestazioni sono state possibili grazie al progresso dei processori, dei supporti di memoria e delle reti di computer.

Alessandro Maria Raffone

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